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Star Trek Discovery: un mix di elementi classici e innovazioni!

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Star Trek è diventato uno degli universi fantascientifici più popolari e apprezzati al mondo, con all’attivo 5 serie televisive e 13 film e una quantità vastissima di prodotti e opere derivate. Presenza fissa nella cultura degli ultimi cinquant’anni, è ormai impossibile non conoscere – anche per vie indirette, come a esempio tramite la serie TV The Big Bang Theory,  – le avventure del capitano Kirk e del suo ufficiale scientifico Spock.

Star Trek Discovery: pronti ad esplorare nuovamente l’ignoto?

L’interesse verso l’universo di Star Trek stava però diminuendo agli inizi degli anni 2000 a causa dell’insuccesso di critica e pubblico dell’ultima serie “Star Trek: Enterprise“. Dopo la trilogia-reboot curata da J.J. Abrams per dare vita a una nuova generazione di appassionati, la CBS ha messo in cantiere la nuova serie televisiva chiamata Star Trek: Discovery (vedi dettagli), il cui obbiettivo è rinnovare l’universo trek  adattandolo ai ritmi e gusti moderni della nuova serialità. Ambientata nel 2256, dieci anni prima della serie originale (TOS), seguiamo le vicende di Micheal Burnham (Sonequa Martin Green), primo ufficiale della nave Shenzhou, che sfortunatamente contribuisce all’inizio della guerra fra la Federazione dei Pianeti Uniti e l’Impero Klingon, ostilità che porta presto a una guerra fredda. Dopo le prime due puntate, la nostra eroina caduta in disgrazia, si ritrova a bordo della USS Discovery astronave scientifica che sta sviluppando nuove tecnologie e armi per il conflitto, sotto il comando del capitano Gabriel Lorca (Jason Isaacs). Da qui arrivano le novità rispetto al canone della saga: nelle prime tre puntate la trama di Discovery vien posta su un unico piano narrativo incentrato sulla guerra con i Klingon e non più su episodi auto conclusivi. Un altra novità: lo spettatore vive quasi tutta la storia tramite il punto di vista della protagonista, un approccio narrativo che permette di costruire meglio la componente di mistero della vicenda. Il suo background, a partire dai traumi della sua infanzia, figlia adottiva di Sarek di conseguenza sorella di Spok, educata nelle scuole vulcaniane, il suo carattere estremamente riflessivo, e tuttavia pronta a intervenire piegando le regole, come capitano Kirk, a disobbedire agli ordini dei suoi superiori, il rimorso delle sue azioni.  Tutti elementi che probabilmente torneranno più volte nella sua storia, creando un conflitto nella sua duale personalità: vulcaniana (lato logica) e umana (lato emozionale), corrispondente alla sua natura ibrida.

La battaglia fra navi, i panorami spaziali magnifici e gli interni sono stati rivisitati da una palette cromatica vivace e colorata che non punta a un’estetica grigia e claustrofobica.  Visivamente ci troviamo di fronte a uno dei prodotti più curati e belli degli ultimi anni per la televisione. Magari questo nuovo approccio visivo può far storcere il naso ai fan più integralisti per i nuovi design e linee futuristiche nonostante la natura di prequel della serie. Siamo ancora agli inizi, ma questo primo assaggio del nuovo Star Trek (solo 3 puntate per adesso, disponibile in Italia su Netflix) ci ha entusiasmati promettono molto bene per la riuscita finale del prodotto. Riassumendo in poche parole: un mix di elementi classici e innovazioni! Noi la seguiremo ogni lunedì su Netflix, e voi?

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